L’icona di Athletica Vaticana è una “fotografia” del Vangelo di Giovanni (capitolo 20, versetti 3-6): Pietro e lo stesso Giovanni corrono insieme – “run together”,  “simul currebant” in latino – verso  il sepolcro di Gesù la mattina della Risurrezione. Papa Francesco ha spiegato così l’immagine scelta da Atletica Vaticana: “Arriva prima il più giovane [Giovanni], e il più vecchio [Pietro], resta indietro”. Ma “Giovanni, sì, è arrivato per primo, ma ha aspettato l’altro” (udienza ad Athletica Vaticana, 20 maggio 2020).

Ecco la spiritualità che Athletica Vaticana vorrebbe testimoniare tra gli sportivi. Papa Francesco la presenta così: “Questa è una cosa molto bella, che noi dobbiamo imparare, come umanità: andare al passo delle persone che hanno un altro ritmo, o almeno considerarli e integrarli nel nostro passo” (udienza ad Athletica Vaticana, 20 maggio 2020). Andare al passo del più debole, insomma.

Per sostenere questo impegno Athletica Vaticana promuove la celebrazione della Messa del Maratoneta, alla viglia di alcune maratone internazionali: Roma, Firenze, Venezia, Valencia e in “gemellaggio spirituale” con New York.

In particolare, la preghiera del Maratoneta è diventata la “carta d’identità” di Athletica Vaticana. Nata dall’esperienza personale degli atleti stessi, è tradotta in 37 lingue. Sono disponibili le immaginette con il testo della preghiera in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.